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giovedì, 30 marzo 2006

"Dall’argento al pixel – storia della tecnica del cinema” (Ed. Le Mani, Genova, 2005)
Un'era sta finendo e viviamo già proiettati nella successiva. Dopo 110 anni nelle sale cinematografiche stanno arrivando macchine che traducono  segnali in arrivo per via telefonica (Internet), trasferiranno sullo schermo immagini informatiche. Il cinema si aggiorna all'era digitale e quindi
sulla pellicola non avranno valore le migliaia di figurine formate dall'argento e dai pigmenti colorati, ma tutto sarà digitale, compresso, virtuale, e costruito nell'alternanza velocissima di milioni (si spera, per ragioni di qualità) di punti, ovvero di pixel vibratili all'interno di una ordinatissima e minutissima griglia. Sicuramente, allora, risulta necessario, all'inizio di questa trasformazione-rivoluzione ormai definitiva e senza ritorno, capire da dove tutto è nato, come è nato il linguaggio cinematografico e come la sua grammatica prima e la sua sintassi poi si sono evolute anche grazie allo sviluppo tecnologico. Bisogna sempre ricordare che il grande  cinema nasce, non dalla tecnica, ma dalla sensibilità profonda che la tecnica aiuta solo a mettere semmai su una "griglia".

postato da: cercandoandrea alle ore 20:55 | link | commenti (1)
categorie: cinema, tecnologia
mercoledì, 29 marzo 2006

BEYOND MEDIA, il festival che si svolge dal 1997 a Firenze, è dedicato alle più attuali visioni sull'architettura e al dibattito sulle relazioni del progetto con i media. Saranno proposte anche nella prossima edizione le migliori opere video e multimediali, realizzate da architetti, studenti, professionisti della comunicazione, provenienti da più Paesi. Negli anni il festival ha assistito ad una significativa evoluzione di linguaggi e di forme espressive. Una crescita che è andata di pari passo con la maturazione di una attitudine a rendere lo strumento video un effettivo elemento di estensione del progetto, un elemento ibrido capace di accogliere alfabeti anche estremamente diversi tra loro, eppure tutti dotati di una spiccata capacità di coinvolgimento non soltanto per un pubblico specializzato.
http://www.beyondmedia.it


postato da: cercandoandrea alle ore 20:21 | link | commenti
categorie: architettura
domenica, 12 marzo 2006

Molti pensano che tecnica e tecnologia finiscano per disumanizzarci. Le sembra un'affermazione così radicalmente falsa?
"La tecnica, come la scienza, mette a disposizione delle opportunità. Chi le accetta supinamente, come chi diventa schiavo del telecomando della tv o del telefonino, non è disumanizzato, è che evidentemente aveva poca umanità in partenza." Edoardo Boncinelli in Quark n.62

postato da: cercandoandrea alle ore 13:28 | link | commenti
categorie: tecnologia
sabato, 11 marzo 2006

Se cambi sei solo, se vinci eccoli tutti (di Francesco Alberoni).
Vi sono dei momenti nella vita in cui noi imbocchiamo una strada nuova, inesplorata. Ci succede quando, terminati gli studi, cerchiamo un lavoro, quando decidiamo di lasciare il nostro paese per andare in una grande città. Quando lasciamo un lavoro sicuro per un’attività imprenditoriale, quando ci innamoriamo ed andiamo a vivere con un’altra persona. Ma anche quando decidiamo di seguire la nostra vocazione politica, religiosa, o artistica. (…)
In questi momenti difficili, cruciali, in questa lotta in un terreno sconosciuto, infatti, quasi sempre siamo soli. Anche le persone vicine (…) si tirano da parte, stanno a guardare. Spesso sono diffidenti, sospettosi, ci criticano o non ci difendono dagli attacchi che subiamo.
Perché? Perché siamo usciti dal gruppo, ci siamo staccati da loro. Il gruppo, l’insieme (…) è un tutto organico, in cui ciascuno ha una identità definita. E le diverse identità si combinano a costituire un mosaico. Adesso noi cambiamo ruolo, ci separiamo, (…) scompaginiamo il mosaico. Il singolo individuo, separato dagli altri è disposto a capirci. Ma quando torna a parlare con loro cambia idea, si fa contagiare dalla reazione del gruppo. (…) di un uomo dicono che ha perso la testa, di una donna che è una poco di buono. (…) è più facile che l’aiuto arrivi da uno sconosciuto, da un soccorritore esterno. Se il tentativo di innovazione finisce male, i critici esultano perché avevano ragione. Però di solito l’innovatore vince. Perché si batte selvaggiamente, perché ce la mette tutta. E allora, dopo la vittoria, il gruppo ritorna festante per appropriarsi di lui e del suo successo. Arrivano anche i parenti più lontani, i compaesani e tutti dicono di aver capito. <<Ti ricordi? Ti ricordi?>> gli mormorano reinventando il passato. E l’innovatore, che ha tanto sofferto della solitudine, adesso si consola con questa menzogna collettiva.

postato da: cercandoandrea alle ore 18:15 | link | commenti
categorie: messaggi
domenica, 05 marzo 2006

Il film Syriana si occupa di terrorismo e degli affari del petrolio, per questo andrebbe visto.
Pare che anche G.Clooney si possa annoverare tra i protagonisti della cinematografia anti-Bush, sul filone di M.Moore e tanti altri, magari meno famosi. E' evidente che una semplificazione dell'intreccio narrativo avrebbe giovato alla comprensione di una giusta causa: mostrare i rapporti tra l'America e il medio-oriente. Va comunque notato che i grandi attori ci sono, la storia è girata con indovinate invenzioni nel montaggio. Pare pure che la critica lo abbia accolto positivamente anche se un film scomodo. Quando il cinema è mosso dalla giusta causa merita successo.

postato da: cercandoandrea alle ore 21:00 | link | commenti
categorie: recensioni

La migliore educazione per fare film è farne uno.
S.Kubrick

postato da: cercandoandrea alle ore 12:52 | link | commenti
categorie: messaggi